Hoverboard e Legge Italiana (Normativa)

Monopattini elettrici, segway, bicicletta a pedalata assistita e hoverboard (all’estero sono noti con il termine di e-scooter con particolare riferimento ai monopattini) sono i nuovi termini con i quali gli Italiani oramai da qualche tempo hanno iniziato a prendere confidenza.

Non si limitano ad essere, però, solo dei nuovi termini ma sono a tutti gli effetti mezzi di locomozione complementari e sostitutivi del trasporto pubblico e/o all’automobile, molto versatili hanno trovato – e continuano a trovare – un favore sempre più crescente del grande pubblico soprattutto nelle città laddove è possibile evitare gli ingorghi del traffico e entrare nelle aree a traffico limitato.

In questo periodo, poi, la versatilità va a braccetto con diversi fattori contingenti come i costi tutto sommato piuttosto contenuti anche per modelli non entry level, la possibilità di bonus e in più, in periodo di pandemia, la possibilità di rispettare molto agevolmente, senza grandi restrizioni o rinunce, il distanziamento sociale.

Una diffusione che, seppur iniziata da poco meno di un 1 anno in Italia, ha già visto il fiorire di diversi servizi legati alla sharing economy (mobilità condivisa) con le loro offerte che fanno uso di nuove tecnologie legate agli smartphone come una apposita App per la gestione del servizio, il GPS per le geolocalizzazioni e specifici codici (e.g. QR code) per l’associazione, lo sbloccaggio e il pagamento del mezzo in base alle modalità previste dalla società di sharing.

Situazione normativa antecedente il 2019

Questa crescente diffusione ha obbligato il legislatore a esprimersi in materia poiché le leggi per la loro regolamentazione erano carenti se non addirittura completamente assenti!

Infatti fino al 2019 il riferimento normativo era l’articolo 46 del Codice della Strada (da ora CdS) il cui fulcro centrale vede la definizione di veicolo ovvero l’oggetto che poi andrà fisicamente ad impegnare le corsie stradali.

Nel richiamato articolo c’è in realtà una definizione piuttosto vaga di cosa sia un veicolo poiché viene riportato come una macchina di qualsiasi tipo utilizzabile dall’uomo e nella cui categoria non rientrano le macchine usate dai bambini e le macchine utilizzate dagli invalidi a patto che queste rispettino determinate regole di ingombro, massa a vuoto e potenza del motore.

Per l’ingombro i limiti prevedono:

  • Massima altezza 135cm;
  • Massima larghezza 50cm;
  • Massima lunghezza 110cm.

mentre per le altre caratteristiche risulta:

  • Massimo peso a vuoto 40Kg
  • Monoposto con il divieto di portare un passeggero;
  • 1kW la massima potenza del motore;
  • Velocità massima al più di 6km/h.

Qualsiasi grandezza che vada oltre i limiti riportati fa automaticamente subentrare il mezzo nella definizione di veicolo (e.g. nella categoria dei ciclomotori o motoveicoli in funzione delle sue caratteristiche costruttive) del succitato articolo del CdS con l’imposizione a tutte le norme da esso previste in termini di omologazione, assicurazione, circolazione e patente di guida.

A tutti i mezzi che invece non rientrano nella definizione di veicolo vengono applicate norme e regole del CdS che riguardano i pedoni e nello specifico il comma 8 dell’articolo 190 del CdS dove viene fatto esplicitamente divieto di circolazione sulla carreggiata della strada ad opera di tavole, pattini o acceleratori di andatura.

Mentre il comma 9 del succitato articolo vieta esplicitamente – ad eccezione delle macchine per bambini e del mezzi per persone invalide anche se asserviti da motore (come da comma 7) – l’uso di tavole, pattini e acceleratori di andatura negli spazi riservati ai pedoni in quelle situazione che possono creare pericolo a utenti terzi e in quanto tale non possono circolare nemmeno sulle piste ciclabili.

Da osservare che per la normativa Italiana nella definizione di acceleratori di andatura (o di velocità) rientrano un certo numero di mezzi come il classico monopattino, il bicipattino, lo skateboard, i pattini, i jumpers, i monocicli e i trampoli!

La legge nel 2019/2020

Un codice così convoluto, poco chiaro e con diverse lacune proprio verso le tecnologie di spostamento innovativo, costrinse l’allora Ministro Danilo Toninelli a mettere un po’ di ordine in quella che oggi viene definita micromobilità.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 Luglio del 2019 per entrare in vigore il 27 dello stesso mese: è il Decreto sulla Micromobilità del 4 Giugno 2019 emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il contenuto – punti essenziali di interesse – è riportato nel seguito:

  • Si da il via, solo nelle città, alla sperimentazione sulla micromobilità elettrica con l’uso di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monoruota con opportune norme e regole fissate nel (e dal) decreto. In particolare i mezzi dovranno essere dotati di illuminazione e la propulsione elettrica non potrà superare 0,50kW di potenza.
  • I mezzi elettrici, a differenza degli articoli del CdS citati nel precedente paragrafo, potranno circolare nelle aree pedonali a patto che la loro velocità non superi i 6km/h. Dove vige un limite di velocità di 30km/h – quindi anche nelle cosiddette Zone 30 – sono ammessi alla circolazione segway e monopattini la cui velocità deve essere compresa tra i 6km/h e i 20km/h.
  • Per segway e monopattini – ma non per monoruota e hoverboard – è ammessa la circolazione su piste ciclabili con propria sede o corsia riservata a patto che i mezzi abbiano una velocità compresa tra i 6km/h e al più i 20km/h.
  • La conduzione dei mezzi che rientrano nella micromobilità elettrica è permessa a maggiorenni e minorenni che abbiano conseguito almeno la patente AM (valida per ciclomotori a 2 e 3 ruote e per quadricicli leggeri come minicar e quad).
  • Divieto assoluto di trasportare cose o passeggeri così come il divieto di traino.
  • Ne è vietato l’uso dopo il tramonto, di notte, e comunque anche di giorno quando le condizioni atmosferiche sono talmente avverse da richiedere l’uso dell’illuminazione, se gli stessi sono sprovvisti di luce anteriore e catarifrangenti rossi o di luce rossa posteriore. Se il mezzo può circolare durante le ore notturne – perché provvisto del necessario sistema di illuminazione – il conducente sarà obbligato a rendersi visibile indossando giubbotti o bretelle catarifrangenti.

A quanto riportato occorre aggiungere che il succitato decreto ha delegato ai singoli comuni che vogliono avviare la sperimentazione la regolamentazione sul proprio territorio di monopattini elettrici, hoverboard , segway ecc.

Questo vuol dire che le regole generali sopra riportate valgono ugualmente per tutti e in tutti i comuni che vogliono far partire una sperimentazione, ma i sindaci dei singoli comuni, in accordo con il Comando della Polizia Municipale, dovranno provvedere alla regolamentazione sul proprio territorio in termini di circolazione, sosta, segnaletica e norme che le compagnie di noleggio devono seguire per predisporre e fornire il servizio.

È bene pertanto informarsi prima sul regolamento deciso dal comune dove ci si trova.

Gli ultimi aggiornamenti

Alcune novità si sono avute con l’avvento del nuovo anno, anche a causa della pandemia di COVID19, dove i grandi promossi sono stati i monopattini elettrici.

Le nuove regole, datate Marzo 2020, inseriscono alcune modifiche e nuove discipline riportate nella circolare del 9 marzo 2020 della Polizia Stradale dove gli interessati possono leggerla nel particolare dal file pdf ufficiale.

Per i punti di interesse in questo contesto da segnalare la proroga della scadenza della sperimentazione nelle città: nel Decreto Toninelli si dava come data ultima il 27 luglio 2021, con la pubblicazione della Legge di Bilancio 2020 in Gazzetta Ufficiale la scadenza è stata spostata al 27 Luglio 2022.

Nella nuova disposizione i monopattini elettrici sono stati equiparati a un velocipede (ovvero ad una bicicletta) e in quanto tali ne viene disciplinata la circolazione anche nei comuni dove non è attiva la sperimentazione.

I limiti di potenza della propulsione elettrica rimane la stessa presente nel Decreto Toninelli (al più 0,50kW) così come il limite di velocità che rimane di 6km/h in aree pedonali e viene elevata a 25km/h su carreggiata stradale. In più il mezzo dovrà essere obbligatoriamente dotato di un segnalatore acustico.

Vista l’equiparazione ad una bicicletta non esistono più particolari prescrizioni in termini di omologazione, immatricolazione, copertura assicurativa e non è più necessario aver conseguito la patente AM.

Per la guida notturna o in condizioni meteo avverse che riducono la visibilità rimangono in vigore le prescrizioni presenti nel Decreto Toninelli in mancanza delle quali il mezzo dovrà essere condotto a mano.

Per tutti gli altri mezzi appartenenti alla micromobilità (hoverboard, segway ecc) continuano a rimanere in vigore le regole del Decreto Toninelli.

Emanuele Santiaghi

Sono sempre stato un appassionato di hoverboard sin dal primo momento in cui li ho visti sul mercato e cerco sempre di essere attento alle ultime novità sul mercato.